Firme, feste e massaggi per il “codice Minetti”

Per quanto lo ritenesse “flaccido” a Nicole Minetti è stato utile aver incontrato il lato b del premier. Le capacità dimostrate nelle serate a ritmo di bunga bunga, e i meriti guadagnati così sul campo, le hanno garantito un posto sicuro nel listino bloccato di Roberto Formigoni alle ultime regionali. Per farle spazio, su ordine del Cavaliere, i vertici lombardi del Pdl si ritrovano ora, insieme al governatore, con il rischio di veder annullate le elezioni. Delle 3500 firme raccolte in tempi record per poter cambiare la lista, almeno 600, secondo una denuncia dei Radicali, si sono rivelate false. Una su tutte: quella di Sara Giudice. La giovane del Pdl, che ha lanciato una petizione per chiedere le dimissioni di Mi-netti raccogliendo oltre 12 mila adesioni, è stata convocata dal pm titolare dell’inchiesta, Alfredo Robledo perché il suo nome compariva nell’elenco. Firma “assolutamente contraffatta”, ha detto la Giudice. Ieri, a un anno esatto dalla denuncia, i Radicali sono tornati in consiglio regionale con un blitz. “Firmigoni si dimetta”,   hanno gridato Marco Cappato e Mario Staderini prima di essere allontanati. La protesta è proseguita fuori dal Pirellone. “Sulla vicenda ci sono ancora quattro procedimenti aperti”, ha spiegato Cappato: “Uno amministrativo, uno penale e due in sede civile”. La sentenza del Consiglio di Stato è attesa per maggio. “Se dovesse essere accolto il nostro ricorso le elezioni sarebbero invalidate”. Tutto per fare spazio all’ex igienista dentale. Ma non solo. Perché di personaggi che si sono guadagnati meriti ad Arcore, oltre a Minetti, nel listino figura Giorgio Puricelli. Ex massaggiatore del Milan, amico personale di Berlusconi e animatore delle serate di relax del premier. Ad Arcore come a villa Campari, la residenza del Cavaliere a Lesa sul lago Maggiore. Nelle 782 pagine di rinvio a giudizio a carico del presidente del Consiglio, i pm milanesi hanno inserito le intercettazioni di Puricelli. Minetti si rivolge a lui per poter essere invitata a una serata sul lago, mentre Emilio Fede e Lele Mora si lamentano della sua costante presenza. “C’è sempre Puricelli in questo periodo”, bofonchia Mora. E Fede lo rassicura: “Sì, ma perché (Berlusconi   , ndr) ha sempre male al braccio; e non va bene, capito?”. Ah, ribatte Mora, “gli fa le cure?”. “Sì, pare che non funzionino tanto”, scherza Fede ridendo. Ma il direttore del Tg4 è tra quelli che contattano Puricelli per organizzare le feste a Lesa. Una serata “importante” è quella del 4 settembre 2010. Il massaggiatore smista gli inviti. Fede si preoccupa di chi portare. “Non so se vuole che porto questa qui, che a lui gli piace questa qua?”. E Puricelli garantisce: “Molto. Gli piace, gli piace”. Ecco, ribatte Fede preoccupato, “vorrei fargli capire che non è la mia donna, capito? Frega un c… a me, capito?”. Mi-netti da quella serata era stata esclusa. Ha insistito con Puricelli affinché anche lei potesse partecipare. “Secondo te il pres vuole fare qualcosa stasera? Giusto per capire”, scrive Minetti. Un rapido scambio di sms che si conclude con Puricelli che le suggerisce: “Coordinati con Emilio Fede, potete dormire qui se volete”. Con Puricelli nel listino bloccato doveva essere inserito il geometra di Arcore, Francesco Magnano. È lui che nel 2004 stipula per conto di Salvatore Sascia, ex responsabile fiscale di Fininvest, oggi deputato del Pdl, il contratto per l’acquisto di un appartamento a Roma a Campo de’   Fiori che subito dopo passa nella disponibilità di Virgina Sanjust, ex fiamma di B. È lui ad aver “lasciato il posto” a Minetti. E se lei dovesse dimettersi le subentrerà proprio Magnano, ora sottosegretario. Pur non avendo frequentato i festini. Ma l’igienista dentale non ha alcuna intenzione di abbandonare il consiglio regionale. Novemila euro al mese più benefit sono un traguardo piuttosto rilevante per una ex ballerina tv. Ieri per la prima volta dall’elezione è stata assente dall’aula. Ha chiesto un congedo “per motivi personali”: una settimana in vacanza a Dubai. Tornerà domenica. Eppure, nonostante la sua assenza, in consiglio regionale è stato distribuito ai giornalisti quello che è già stato ribattezzato come il “codice Minetti”: un regolamento per limitare gli “assalti della stampa” che nelle ultime settimane avrebbero preso di mira l’igienista dentale. Che invece non è nel mirino dei Radicali. “Si deve dimettere tutta la giunta, chi se ne frega della Minetti”, dice Cappato. “Tutto questo è la rappresentazione di quanto sia scaduta e inflaccidita la politica”. Alla Minetti finora il flaccido ha portato bene.

di Lorenzo Galeazzi e Davide Vecchi – IFQ

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