Il coordinatore Pdl offre alla Ventura una collaborazione giornalistica

Operazione: sedurre (politicamente parlando) la rossa Sofia Ventura, ideologa di Futuro e Libertà (insieme ad Alessandro Campi), nella vita docente universitaria, e intellettuale sempre più critica nei confronti di Gianfranco Fini e delle   sue mosse (è arrivata ad attaccarlo definendo Fli “un partitino da Prima Repubblica”, “incapace di parlare alla destra italiana”). Protagonista, Denis Verdini, uno dei coordinatori del Pdl, con una missione di primaria importanza per il Cavaliere: condurre la compravendita, ovvero guadagnare all’appoggio del governo più deputati   possibili. Con mezzi “borderline”. E con le qualità personali: capacità di ascolto e di empatia. Oltre alla faccia tosta. E dunque, quando è arrivata la telefonata, Sofia Ventura non ci poteva credere. Denis Verdini? “All’inizio, non avevo neanche capito che si trattasse proprio di lui. Non è una persona con la quale   sono in contatto”, racconta. La Ventura non è un’onorevole, ma il suo “scalpo” darebbe anche simbolicamente l’impressione che la detronizzazione di Gianfranco Fini è riuscita, oppure sulla buona strada. Verdini a portare la politologa nel suo campo ci prova qualche giorno fa, lei risponde, perplessa. Quando si rende conto di qual è l’oggetto della telefonata per un attimo – lo ammette – resta tra l’interdetto e il perplesso. Verdini è talmente cortese e abile, che non è neanche tanto facile trovare le parole giuste per rispondergli. “Non è arrivato direttamente al punto – spiega lei – è stato molto cortese, molto signore”. In pratica, Verdini ha lasciato cadere lì un’offerta: “Lei piace molto al direttore di un giornale”. Non dice neanche il nome, ma per la sua interlocutrice è facile capire che parla di Vittorio Feltri e di Libero (“A chi altro poteva alludere?”, dice lei). Dunque, nessuna offerta esplicita   , solo un’allusione. “Quando ho capito, ho rifiutato”, spiega lei. Che in effetti poi sull’accaduto ha riflettuto. “Ho parlato anche con altri colleghi, che sono stati contattati da Verdini: lui fa così. Getta lì un commento, un’informazione, una proposta. Sonda il terreno, aspetta le reazioni. E se l’interlocutore è ricettivo, va avanti”. Dunque, lei sa di altri finiani, che sono stati blanditi   . “Un’altra persona, che però come me ha rifiutato, mi ha detto che le cose sono andate più o meno come con me”. Alla Ventura è dunque stata proposta una collaborazione (o nelle intenzioni di Verdini c’era forse in ballo addirittura di più?) a Libero, però ormai da mesi Montecitorio è un vero e proprio mercato. “Io in Parlamento non ci sto, per cui non so che cosa viene offerto effettivamente in termini di contropartita a chi decide di passare con il governo: però molti mi raccontano di essere stati avvicinati”. E spiega: “Mi sono chiesta perché proprio io. Ma credo che per loro sottrarre a Fini un’intellettuale come me sarebbe il segno della definitiva vittoria”. E poi commenta: “Questa cosa io l’ho raccontata prima di adesso solo a un paio di amici, ma l’indiscrezione è filtrata. Tutti mi dicono che deve essere stato lui a farla passare. Io sono veramente ingenua”.

di Wanda Marra – IFQ

Denis Verdini e Sofia Ventura secondo Emanuele Fucecchi 

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