Libia, il genocidio dell’amico Gheddafi

Centinaia di morti, a Tripoli i caccia bombardano i rivoltosi, il Parlamento in fiamme. Ma l’Italia è legata a filo doppio con il massacratore abbracciato da B. Massima allerta nelle nostre basi.

I complici

Improvvisamente si scatena la meno prevista delle rivolte nel mondo arabo, di gran lunga la più violenta: il popolo libico contro il dittatore Gheddafi. Il mondo assiste a uno spettacolo tremendo: i dimostranti di manifestazioni politiche disarmate vengono sterminati da unità militari mercenarie. Gli Stati Uniti condannano, anche se la voce della prima potenza del mondo appare troppo debole. L’Europa ha detto che ciò che accade in Libia viola ogni principio politico e umano e non può essere accettato da nessuno dei Paesi membri. Nessuno? Ma l’Italia è legata alla Libia del dittatore che sta sterminando il suo popolo da un trattato che la vincola al punto che – si dice all’articolo 4 – “l’Italia si impegna ad astenersi da qualunque forma di ingerenza, diretta o indiretta, negli affari interni o esterni che riguardino la giurisdizione dell’altra parte. L’Italia non userà mai ne permetterà l’uso dei propri territori in qualsiasi atto ostile contro la Libia”. Ma il trattato che – come ricorderete – è stato votato non solo da tutta la destra ma da tutto il Pd, con l’eccezione dei Radicali eletti nelle liste del Pd, e di due Deputati del Pd, Sarubbi e chi scrive, ha in serbo altre sorprese. Art. 20: “Le due parti si impegnano a sviluppare, nel settore della Difesa, la collaborazione tra le rispettive Forze Armate, anche attraverso lo scambio di informazioni militari e di un forte partenariato industriale nel settore della Difesa e delle industrie militari”. Ma   anche (art. 19) “le due parti promuovono un sistema di controllo delle frontiere terrestri libiche da affidare a società italiane”.    In poche parole siamo complici. Siamo legati da uno “stretto partenariato” con un Paese che era ed è senza alcuna garanzia di rispetto dei diritti umani.    Frecce Tricolori si sono viste volteggiare festosamente nel cielo di Tripoli, sugli edifici di governo che, in queste ore, i cittadini libici oppressi   e senza diritti hanno dato alle fiamme.    È dovere urgente dello stesso Parlamento Italiano che ha ratificato quasi alla unanimità quel trattato già allora facilmente riconoscibile come vergognoso, di agire subito per sospenderlo. Cominceremo la nostra denuncia con la frase pronunciata da Berlusconi, mentre i dimostranti di Bengasi venivano falcidiati con mezzi e armi forse italiani: “Non chiedetemi di intervenire adesso. Non posso disturbare Gheddafi”.

di Furio Colombo – IFQ

One Comment to “Libia, il genocidio dell’amico Gheddafi”

  1. credevo che berlusconi baciasse soltanto le minorenni??
    invece gradisce anche le mani di un dittatore

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: