Immigrati, ci pensa la Brambilla

Per reagire agli sbarchi dei tunisini, la ministra del turismo proporrà presto una controinvasione di italiani a Djerba, con buffet tutto compreso. Marchionne invece ha avuto l’idea di assumerli tutti, per farli lavorare 36 ore ore al giorno

Sbarchi a Lampedusa La nuova ondata di migranti pone seri problemi alle autorità italiane. “Sono solo pochi radical chic addestrati nei salotti di Tunisi”, ha dichiarato il ministro Gelmini. Ma secondo le prime verifiche i radical chic infiltrati sarebbero solo tre su cinquemila, subito identificati dalla polizia perché erano fradici di sudore a causa del kaftano di cachemire. Secondo indiscrezioni, si tratterebbe di tre latitanti di Mazara del Vallo travestiti, giunti in Italia per partecipare al Festival di Sanremo su invito di Fabrizio Corona.
Quanto agli altri migranti, non chiedono lo status di rifugiati politici ma quello, molto più efficace in Italia, di nipoti di Mubarak, presentando documenti falsi. Alcuni hanno anche ritoccato la fotografia, aggiungendo un paio di tette, considerate il vero lasciapassare per il nostro Paese. Poiché il Parlamento, approvando una proposta del Pdl, ha appena sancito che soccorrere i nipoti di Mubarak è doveroso, il governo italiano si vede costretto a regalare a ogni nuovo immigrato un ciondolo Swarovsky e una busta con settemila euro, trattabili secondo l’uso arabo.

Rapporti con la Tunisia Il ministro Maroni ha reagito indignato alla nota ufficiale del governo tunisino, che l’ha definito “rappresentante della destra razzista”. “Io non parlo con gli arabi”, la sua secca replica. Per rimediare all’impasse, la Lega ha rilanciato l’idea di inviare in Tunisia forze di polizia italiane: un corpo speciale, con fez e moschetto, è già pronto al porto di Lampedusa, ma a causa dei tagli di Tremonti si dovranno riutilizzare gli stessi gommoni a remi usati dai migranti. L’arrivo degli italiani in Tunisia è previsto per il prossimo Natale.

Reciprocità Il nostro governo insiste sul principio della reciprocità. Per ogni sbarco di maghrebini in Italia, verrà allestito uno sbarco di migranti italiani nel Maghreb. Già pronti decine di migliaia di ricercatori e borsisti, con la caratteristica sacca Vuitton completamente vuota che ci rende riconoscibili all’estero. Per ristabilire la parità anche negli annegamenti, saliranno a bordo di appositi barconi già bucati con il succhiello dal Genio militare.

di Michele Serra – L’espresso

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One Comment to “Immigrati, ci pensa la Brambilla”

  1. beh ci mandiamo magari lei lì, ma non a buffet, che c’entra ci mandiamo gli italiani chi?con buffèt?rh a noi ci farebbe magari anche piacere se andassero la brambilla con marchionne, proprio lui, ma non a fare l’imprenditore-sbarcarli lui e tutti i politici, lasciandoli assieme a tutti quei partecipanti senza viveri per davvero e con l’embarco però-chi gli portasse cosa la fucilazione o l’arresto immediato-ci andassero loro e tutti i partecipanti di tutte le edizioni ed il pubblico di grande fratello la de filippi, ma come detto prima snza niente da mangiare nè bere-assieme alla popolazione

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