Nuove minacce per il regista-candidato Cavalli

Nuove minacce per il regista-candidato Cavalli

Non è la prima volta che Giulio Cavalli è oggetto di minacce e intimidazioni per il suo impegno e la denuncia nei confronti della mafia grazie al lavoro che da anni porta avanti in teatro. Minacce che da qualche tempo a questa parte lo vedono sottoposto a regime di protezione. La trafila ha inizio nel 2006, quando l’attore e regista Cavalli insieme a Rosario Crocetta, Giovanni Impastato, Antonio Ingroia e altri, decidono di recuperare in qualche modo la lezione di Peppino Impastato; l’impennata la si registra in seguito alla messa in scena dello spettacolo “Do ut des” che vede Cavalli impegnato in un’opera di ridicolizzazione del fenomeno mafioso, attività che continua attraverso la conduzione della rubrica Radiomafiopoli in onda su Agoravox e ispirata a “Onda pazza” di Peppino Impastato. “Un giullare sotto scorta” scrivono in molti, caso unico in Italia e in Europa. Ciononostante Cavalli non demorde e continua a fare quello che comunemente viene definito teatro di impegno civile, dimostrando che la mafia non sta solo al sud ma ha ramificazioni ovunque, anche a Milano.
Il salto dall’impegno artistico all’impegno politico era quasi scontato, infatti l’attore-regista ha deciso quest’anno di candidarsi come indipendente nella lista dell’IdV per Milano e provincia.  Immediate sono arrivate le reazioni…
“Avevamo ricevuto nei giorni scorsi – si legge in comunicato a firma Cavalli-Carlino- delle minacce nella sede cittadina del partito, una telefonata minatoria,  e successivamente un proiettile lasciato davanti alla porta della sede di Via Lepontina. Minacce regolarmente denunciate, ma che non avevamo messo in relazione tra loro. Oggi ci ritroviamo per l’ennesima volta a dover subire fatti ed intimidazioni, che appaiano in modo preoccupante sempre più collegate all’impegno politico che abbiamo deciso di intraprendere.”
Le nuove intimidazioni appaiono invece sotto forma di volantino lasciato sui parabrezza delle macchine parcheggiate in Via Petrocchi, all’altezza dell’agenzia dell’Intesa San Paolo di Viale Monza ( Milano). Sul volantino si legge: “La mafia controlla la filiale Intesa San Paolo di Via Palmanova”. La sede in questione è la stessa dove nei giorni scorsi era stato aperto il conto corrente per il mandatario elettorale del candidato Cavalli. Difficile non mettere in relazione i diversi episodi.
“Queste – sottolineano in un comunicato congiunto Cavalli e l’europarlamentare Sonia Alfano – sono losche manovre volte a minare il percorso politico appena intrapreso, ma non ci tireremo indietro. Ciò non significa che sottovalutiamo le minacce – concludono – ma non ci facciamo intimidire e continueremo ad insistere con decisione e massimo impegno affinchè la legalità prevalga sul malaffare che evidentemente a Milano esiste, a dispetto di quanto afferma qualcuno.”

Articolo 21

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