Un giornalista che fa bene il proprio mestiere nel nostro Paese è spesso sottoposto ad attacchi feroci, sovente basati su menzogne e mistificazioni. Questo è grave in qualunque parte del Paese avvenga, assume però una valenza inquietante e drammatica quando accade in terra di mafia e quando a essere oggetto di attacchi di tal fatta è un giornalista come Antonio Condorelli, che ha già subito pesanti minacce mafiose, al punto da indurre il Prefetto ad assegnargli una forma di tutela da parte delle forze dell’ordine.
Quello che sta avvenendo a Catania contro Antonio Condorelli, finito al centro di una campagna mediatica orchestrata dai suoi ex editori, assume le caratteristiche di una vera intimidazione che mira non solo a delegittimarlo, infangando la sua storia personale e professionale, ma soprattutto a isolarlo, esponendolo così a rischi altissimi.
Condorelli ha avuto come unico limite il non aver abbassato il capo, come sovente accade a molti che fanno informazione a Catania, davanti a quella torbida lobby che per anni hanno affossato la città’ nel fango e soffocato le sue speranze.
Oggi è fatto segno di attacchi violenti, affermazioni apodittiche prive del seppur minimo fondamento, che lo dipingono come un personaggio ambiguo dai comportamenti poco chiari. Abbiamo già visto molti anni fa questo sistema di delegittimazione all’opera attorno all’assassinio mafioso di Giuseppe Fava. Un metodo riproposto in maniera agghiacciante. Ascoltiamo insinuazioni, menzogne, per distruggere un giornalista scomodo e pericoloso per un sistema che vede a Catania immutato l’intreccio scelerato tra mafia, massoneria, pezzi dell’economia, della politica, editoria e persino elementi delle istituzioni. Condorelli ha denunciato tutto questo con le carte alla mano, seguendo sempre un metodo rigorosissimo, che onora la professione. Antonio è stato, tra l’altro, coautore dell’inchiesta di Report che ha sviscerato il “sistema Catania” e, dalle pagine di Sud (fino alle sue recentissime dimissioni) e del Fatto Quotidiano ha continuato a  fare giornalismo d’inchiesta, scrivendo quello che nessun’altra testata siciliana ha avuto il coraggio di scrivere.
Per tutto questo siamo vicini ad Antonio Condorelli e non lo lasceremo solo.

Primi firmatari
Sigfrido Ranucci
(Report/Rai Tre), Domenico Valter Rizzo (Chi l’Ha Visto/Rai Tre), Giuseppe La Venia (La Vita in Diretta/Rai Uno), Filippo Barone (Annozero/Rai Due), Sabrina Provenzani (Annozero/Rai Due), Roberto Pozzan (Annozero/Raidue), Giusy Arena (giornalista e scrittrice), Alfio Sciacca (Il Corriere della Sera), Stefano Corradino (Direttore Articolo 21), Giuseppe Giulietti (Portavoce Articolo 21), Don Luigi Ciotti (presidente nazionale di Libera), Enza Rando (componente ufficio di presidenza nazionale di Libera), Roberto Morrione (presidente nazionale di Libera Informazione).

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Articolo 21

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