Nel Milleproroghe aiutini a ministri e amici, più tasse per i terremotati

Il decreto Milleproroghe, tradizione di ogni inizio d’anno, sta per essere approvato dal Senato e, come al solito, un innocuo strumento nato per evitare problemi con le scadenze amministrative – tipo il blocco degli sfratti – è diventato il veicolo per gli innumerevoli favori che il governo deve ai suoi parlamentari e questi ultimi a chissà chi: con un emendamento, per dire, il ministro del Welfare Maurizio Sacconi tenta di riformare nientemeno che la legge 40 sulla fecondazione assistita (ne parliamo più in basso). Ieri l’aula di Palazzo Madama ha cominciato a discutere di questa meraviglia: chiacchiere al vento, visto che stamattina il governo porrà la questione di fiducia su un suo maxi-emendamento (si dovrebbe votare già nel pomeriggio). Gli ultimi tentativi di assalto alla diligenza si scontrano con la decisione del governo   di porre la fiducia sul testo uscito dalle commissioni. Con una eccezione: dovrebbe saltare l’emendamento “salva-precari” del Pd, quello che riapriva i termini per i ricorsi contro i licenziamenti   ingiusti fino alla fine dell’anno. Per una cosa che manca, però, molte altre ce ne sono e quasi tutte hanno un nome.

SACCONI. Il ministero della Salute potrà conoscere i nomi di chi ricorre alla fecondazione assistita in barba a leggi e diritto alla privacy.

COSENTINO. “Nick o ’mericano” porta a casa lo stop alle demolizioni per le case abusive in Campania: anche se c’è una sentenza penale, dice il decreto, bisogna sospendere in attesa che la regione emani i nuovi piani paesistici. Come si ricorderà, il Pdl ci aveva già provato con un decreto ad hoc a giugno, poi affossato dalle assenze alla Camera.

BOSSI. Anche la Lega, ovviamente, ha le sue cambiali da pagare: gli allevatori che violarono le quote latte, per dire, otterranno una nuova proroga di sei mesi al versamento delle multe (i 30 milioni che servono arrivano dal fondo per la sicurezza, cioè la benzina dei poliziotti). Non solo. Il Carroccio incassa pure un emendamento che congela le graduatorie degli insegnanti precari fino ad agosto 2012: i lumbard pretendono che chi chiede il trasferimento   da una provincia ad un’altra venga messo in coda alla lista a prescindere dal punteggio (la Consulta ha già bocciato il principio, ma loro ci riprovano). Il senatur ottiene pure nuovi finanziamenti per l’alluvione in Veneto (e in Liguria, così è contento anche il Pd): il problema è che una parte di questi fondi – un centinaio di milioni – vengono “distratti” da quelli destinati al risanamento idrogeologico del Mezzogiorno. “Se è così, se lo votano da soli”, dice Edmondo Cirielli, salernitano e deputato Pdl.

ALEMANNO. Il sindaco di   Roma, invece, gioisce per un emendamento del suo vicesindaco, senatore Cutrufo: le grandi città, invece che 12, potranno avere 15 assessori. Tre in più: “Li useremo per le quote rosa”, dice lui.

TREMONTI. Il ministro dell’Economia ha fatto inserire nel testo una robetta assai pesante: Poste italiane potrà scorporare la società Bancoposta e, volendo, comprarsi altre banche, le quali finirebbero così – per li rami – praticamente in mano al Tesoro.

PANNELLA. Oltre a un po’   di soldi per giornali (30 milioni) e tv locali (15) e qualche spicciolo per il Fondo unico dello spettacolo (altri 15 milioni), il premier si sarebbe impegnato ad allungare di un anno (fino al novembre 2012) la convenzione con Radio radicale.

BERLUSCONI. Nel decreto c’è una strana norma che sembra fatta apposta per impedire a Sky e Telecom di investire nella carta stampata anche in futuro.

MORATTI-TOSI. Tre milioni alla Scala di Milano e altrettanti all’Arena di Verona. Gli altri   enti lirici, ciccia.

TUTTI. Un “condonino” per le multe arrivate ai partiti per l’affissione illegale di manifesti elettorali.

TERREMOTATI. Per loro qualche nuova tassa. Una particolarmente odiosa è quella che sostanzialmente obbliga le regioni colpite da calamità naturali ad aumentare le addizionali per pagarsi la ricostruzione.    Sgradevole pure l’aumento di un euro dei biglietti del cinema da luglio – sale parrocchiali escluse – per finanziare gli incentivi a chi produce film.

di Marco Palombi – IFQ

 

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