Il capo dell’Asl in carcere (per stare sicuro)

Achille Coppola, presidente dell’ordine dei commercialisti di Napoli e, soprattutto, Commissario dell’Asl Napoli 1, la più importante del Mezzogiorno con i suoi diecimila dipendenti (e 500 milioni di debito), lavora da alcune settimane nel carcere di Poggioreale: il posto più sicuro per lui, dopo le minacce subite per aver scoperchiato il vaso di Pandora dei conti della sanità cittadina. Lavoro cominciato con la scoperta di un giro di sovrafatturazioni, ossia debiti pagati due volte, su cui ora indaga la magistratura, costato alla Asl 28 milioni di euro. E molto di più all’utenza. Basti pensare ai 18 centri di dialisi (evidentemente appaltata anche questa ai privati). Che servono 800 pazienti e che aspettano un arretrato di 27 mesi di prestazioni, pari a una cinquantina di milioni di euro: la finanziaria ha però bloccato i decreti ingiuntivi che avrebbero costretto le Asl a pagare e i centri minacciano di chiudere.

Di Sonia Oranges

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