Se Ruby fosse per Silvio quel che le tasse furono per Al Capone

Continuo a pensare che il caso Ruby stia a Berlusconi come l’evasione fiscale ad Al Capone. La magistratura, s’intende, fa benissimo ad accertare i reati. I media, i pochi liberi, fanno benissimo a pubblicare tutto quanto emerge dall’inchiesta. Ma da un punto di vista morale è triste notare come i traffici con la Minetti e amiche stiano procurando al Caimano molti più guai di quanti ne abbia passati per i traffici di una vita con Dell’Utri e i suoi amici mafiosi. Così va l’Italia, pazienza. Da un punto di vista politico, invece, è un’illusione pensare di sbarazzarsi del berlusconismo con un processo per reati sessuali. La strada giusta è chiudere la stagione di squallore della Seconda repubblica con il voto.

In Italia esiste una larga maggioranza contro Berlusconi. Non da oggi. Se nel ’94 centristi e sinistra non si fossero presentati divisi, il berlusconismo non sarebbe neppure cominciato. Sarebbe da idioti ripetere l’errore. È vero che una maggioranza da Fini a Vendola non potrebbe governare a lungo. Ma quale maggioranza ha governato davvero nella Seconda repubblica senza spaccarsi? Si tratterebbe di una maggioranza costituente e, se volete, ricostituente.

È inutile prendersi in giro, in Italia il bipolarismo  come lo conoscono le democrazie occidentali non è mai pervenuto. Al suo posto, c’è da diciassette anni un referendum a scadenze irregolari pro o contro Berlusconi. Un referendum per giunta viziato dal fatto che l’oggetto del quesito controlla cinque reti televisive. Bisogna con onestà prendere atto che da noi non esiste una vera destra, ma una corte intorno a un padrone. Se Berlusconi cadesse, la gran parte del personale politico andrebbe rottamata con il capo. Vale per tutto il Pdl e per buona parte della Lega, che nell’ultimo decennio ha governato per otto anni con Berlusconi,  votando tutte le leggi ad personam e minacciando ogni tre mesi di uscire dalla maggioranza se non fosse passato il federalismo. Di conseguenza, non esiste neppure una vera sinistra moderna. Destra e sinistra, conservatori e progressisti, sono lussi che si possono permettere le democrazie mature e la nostra non lo è. È diventata vecchia senza mai diventare matura.

E allora facciamolo sul serio, questo referendum. Se Berlusconi vince, se conquista per una volta la maggioranza assoluta, allora avranno avuto ragione loro e il berlusconismo sarà stato davvero l’autobiografia della nazione. Se vince il Cln, che finalmente ci liberi dal conflitto d’interessi e avvii una nuova stagione. Quello che non si riuscirebbe a sopportare è un altro Parlamento di trasformisti e voti rubati, l’apertura di un altro mercato della vacche, l’ennesima agonia dell’agonia inflitta a un Paese già stremato.

di Curzio Maltese – Il Venerdì

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