Minetti vagante. La 25enne stretta in una morsa: rischia una pena pesante, ma (ancora) non vuole tradire Berlusconi

L’interrogatorio di Nicole Minetti, avvenuto a sorpresa domenica pomeriggio, ha un piccolo giallo: è stato “sospeso”, come sostiene il difensore Daria Pesce, o è concluso, come ritiene la procura di Milano? La consigliera regionale del Pdl è, secondo l’accusa, colei che gestiva e smistava le ragazze dei festini di Arcore, compresa la minorenne Ruby. Per questo è indagata per favoreggiamento della prostituzione (per la gestione delle ragazze del bunga-bunga) e per concorso in prostituzione minorile (per aver portato a Berlusconi anche Karima El Mahroug, in arte Ruby). È stata interrogata dai pm Ilda Boccassini e Antonio Sangermano domenica pomeriggio, in un palazzo di giustizia deserto, con i giornalisti depistati da una convocazione “civetta” per martedì 1 febbraio. “Per noi l’interrogatorio non è ancora finito, perché ieri è stato sospeso per i miei impegni”, afferma il suo legale, l’avvocato Daria Pesce, la quale aggiunge che la sua assistita “vuole ancora farsi ascoltare” dai magistrati milanesi. La difesa chiede un altro interrogatorio

PER LA PROCURA, invece, l’interrogatorio non solo è stato “esaustivo”, ma è anche considerato insoddisfacente. Minetti ha scelto di rispondere alle domande, di non fare scena muta, come pure era suo diritto. Ma ad alcune questioni ritenute cruciali dai pm ha opposto il silenzio, avvalendosi della facoltà di non rispondere. Il risultato è, per la procura, un interrogatorio considerato “ininfluente”. I magistrati restano disponibili ad ascoltare di nuovo l’indagata solo “per motivi di fair play” e purché ciò avvenga “in tempi brevissimi”. Ma ormai non si aspettano molto dalle ulteriori, eventuali dichiarazioni dell’indagata. Nicole ha finora detto ai magistrati che i suoi stretti rapporti personali, anche economici, con Berlusconi sono spiegabili con la “relazione affettiva” da lei intrattenuta con il presidente del Consiglio. Questa spiegherebbe anche i regali ricevuti e i bonifici bancari arrivati sul suo conto. Sono diverse decine di migliaia di euro versati direttamente da un conto di Berlusconi. Soldi che si aggiungono al denaro ottenuto dal ragionier Giuseppe Spinelli, il cassiere del premier, che secondo l’accusa servivano per pagare gli affitti e le bollette degli appartamenti di via Olgettina, a disposizione delle ragazze dell’harem. La “relazione affettiva” sarebbe nata all’ospedale San Raffaele, dove Minetti faceva l’igienista dentale e dove avrebbe incontrato Berlusconi, ricoverato il 13 dicembre 2009 dopo l’aggressione subita in piazza del Duomo a Milano da parte di Massimo Tartaglia. Molte delle domande di Boccassini e Sangermano hanno riguardato l’ormai famosa notte in questura tra il 27 e il 28 maggio. Ruby vi arrivò dopo una denuncia per furto, ma fu rilasciata, in maniera irrituale, in seguito ad alcune telefonate di Berlusconi, che aveva sostenuto che la minorenne fosse la “nipote di Mubarak” e aveva chiesto ai funzionari di affidarla proprio a Minetti, consigliera regionale e “delegata della presidenza del Consiglio”. Ruby e le ragazze di via Olgettina

ORA NICOLE spiega che quella notte si precipitò in questura proprio in virtù di quel “rapporto affettivo” che la lega a Berlusconi, il quale le aveva chiesto d’intervenire per Ruby. In realtà, Minetti non ha mai avuto alcuna delega della presidenza del Consiglio dei ministri. Né del Consiglio regionale. Berlusconi, nel suo intervento telefonico al programma tv “L’infedele”, aveva elogiato Minetti, sostenendo che è madrelingua inglese e che riceve le delegazioni straniere al Pirellone. La smentita arriva ora dallo stesso Consiglio regionale della Lombardia: Minetti “non ha deleghe ai rapporti internazionali”, che l’ufficio di presidenza dell’assemblea lombarda ha invece assegnato a Carlo Spreafico. Così ha spiegato il presidente del Consiglio lombardo, Davide Boni (Lega), rispondendo a un’interrogazione di Chiara Cremonesi (Sel). Ora la strada per la sua difesa è stretta: da una parte Minetti ha le contestazioni della procura, che le fanno rischiare una pena pesante; dall’altra la volontà di non tradire la “relazione affettiva” con Silvio, anchedopoglisfoghiviolenti rivelati dalle intercettazioni incuidefinivaBerlusconi“un vecchio” con “il culo flaccido”. Le contestazioni dei pm sono dure: “Minetti Nicole, in concorso con Emilio Fede e Mora Dario, nonché in concorso con ulteriori soggetti, ha continuativamentesvoltoattività di induzione e favoreggiamento della prostituzione di soggetti maggiorenni e della minore” Ruby, “individuando , selezionando, accompagnando un rilevante numero di giovani donne che si sono prostituite con Silvio Berlusconi, presso le sue residenze, dietro pagamento di corrispettivo in denaro da parte di quest’ultimo, nonché gestendo e intermediando il sistema di retribuzione delle suddette ragazze a fronte dell’attività di prostituzione svolta”. La procura sostiene che sia Minetti a gestire gli appartamenti di via Olgettina, in stretto rapporto con il ragionier Spinelli: “Alcune delle giovani donne che partecipano ai suddetti eventi ricevono da Silvio Berlusconi la disponibilità gratuita di appartamenti ubicati in Milano Due”. Rilevante “il ruolo svolto da Spinelli Giuseppe, quale fiduciario di Silvio Berlusconi, in costante contatto con Minetti Nicole”.

di Gianni Barbacetto e Antonella Mascali – IFQ

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