da “La creazione dell’uomo perfetto,
Il tentativo nazionalsocialista di sterminio “dei minorati psichici”
di Alice Ricciardi von Platen
in fogli di informazione 177, pagg. 13-18

[…] Hitler considerava l’annientamento dei malati psichici una questione personale, ciò si può dedurre dal fatto che il corrispondente “decreto” che mise in moto l’ingranaggio burocratico e tecnico fu scritto sulla carta intestata del Fuhrer – in data 01.09.1939, in realtà redatto solo nell’autunno seguente – nell’euforia della campagna militare in Polonia. Il tenore è vago, tanto che può essere interpretato in modi diversi a seconda delle necessità:

“Reichsleiter Bouhler und Dr. med. Brandt
sind unter Verantwortung beauftragt, die Befugnisse namentlich zu bestimmender Ärzte so zu erweitern, daß nach menschlichem Ermessen unheilbarKranken bei kritischster Beurteilung ihres Krankenheitszustandes der Gnadentod gewährt werden kann.”

Adolf Hitler

“Si incaricano
II Dr. Bouhler (Reichsleiter) e il Dr. Brandt
di estendere le competenze a medici di cui verranno comunicati i nominativi affinchè questi possano concedere la morte di grazia ai pazienti a loro giudizio incurabili.”

Adolf Hitler[cit.trad.]

 

La forma consentiva ogni sorta di condotta. Chi, come molti dei medici delle SS, aveva seguito i corsi di addestramento sull’igiene della razza, sapeva esattamente cosa ci si attendeva da lui e vedeva infine realizzarsi l’opportunità tanto attesa di “disintossicare” la Germania. Dalla forma emerge inoltre un altro dato di fatto: Hitler non era tanto sicuro di sé da presentare una legge. Per lo stesso motivo era necessario che la questione fosse mantenuta segreta, e i collaboratori furono obbligati a prendere parte al programma subendo serie minacce. Contemporaneamente si diffuse, soprattutto nella stampa, una nuova ondata di propaganda contro i malati psichici. Di questa campagna di propaganda fa parte anche il film “Ich klage an” [L’accusa, n.d.t.] che si rivelò un metodo efficace per influenzare l’opinione pubblica.
L’iter “burocratico” fu il seguente: 1) registrazione dei malati grazie a moduli raccolti in tutti gli ospedali psichiatrici; 2) commissioni esaminatrici che sceglievano i malati da “trasferire” (queste commissioni decidevano esaminando la “documentazione” ma non incontravano mai personalmente i malati); 3) deportazione nelle strutture di sterminio che nel frattempo erano state munite di camere a gas; conseguente omicidio di massa; 4) invio di annunci mortuari e di urne contenenti le ceneri dei malati morti, insieme a commoventi lettere di condoglianze nelle quali chi scriveva si lasciava spesso sfuggire errori che facevano sorgere non pochi sospetti ai familiari.
L’organizzazione dell’ufficio T4 (nella villa di un banchiere ebreo nella Tiergartenstrasse 4) fu affidata a Viktor Brack, responsabile superiore della “Cancelleria del Führer” (l’ufficio personale di Hitler). La stesura e la compilazione dei moduli, nonché la valutazione degli stessi e le decisioni inerenti le misure da adottare, furono affidate a medici, scelti per iloro ruolo di esperti e periti. Questi riuscivano spesso a sbrigare varie migliaia di moduli in pochi giorni. Negli ospedali di sterminio, il personale, composto da medici e infermieri, era obbligato a prestare servizio. Anche a loro era imposta ovviamente la massima segretezza; essi erano inoltre pagati molto bene ed erano esonerati dal servizio militare. È possibile che siano stati questi ulteriori incentivi a convincere definitivamente queste persone ad assumersi di buon grado l’incarico loro affidato.
Per mantenere il massimo riserbo venivano inoltre utilizzati nomi falsi per indicare i medici responsabili ma anche i servizi nei quali avvenivano le esecuzioni: “Fondazione pubblica per la cura degli ospedali”, “Comunità di lavoro per gli ospedali psichiatrici e di cura”. I trasferimenti dei malati selezionati per lo sterminio avvenivano nei famigerati autobus grigi dalle tendine perennemente tirate, e venivano eseguiti da una “società pubblica per il trasporto dei malati”, fondata appositamente.[…]

dittatori.it

 

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