Casapound si conferma fascista, botte al direttore del futurista

Ieri Filippo Rossi, collaboratore del Presidente della Camera Gianfranco Fini e direttore del quotidiano on li-ne Il Futurista, ha passato la giornata a ripetere la stessa tiritera: “Sto meglio, grazie. L’occhio è bello nero ma niente di grave, per fortuna. È successo all’una e mezzo di notte, quando un tale Gianluca mi ha telefonato chiedendo di incontrarlo. Non avevo capito fosse Gianluca Iannone, leader nazionale di Casa-Pound. L’ho fatto entrare in segreteria e subito ha sbuffato: ‘mi riconosci?’ Ho tentato di parlare, in un attimo mi ha insultato e mollato un pugno. Urlava: ‘traditore!’. Sono caduto a terra, mi ha sputato addosso, gli amici suoi menavano calci”.
LA CRONACA risale alla notte tra venerdì e sabato. Si stava chiudendo un’altra serata di Caffeina, il festival che porta ogni anno a Viterbo il confronto tra destra, sinistra e tutto ciò che ci gira intorno. Una festa delle idee pensata da Filippo Rossi, il luogo prescelto da Iannone e soci per dare un segnale chiaro: questa roba non ci piace, è tempo di passare all’azione. Il gruppetto, una decina di ragazzi con maglietta nera e logo CasaPound, si è diviso: alcuni sono rimasti fuori, 4 o 5 sono entrati nella stanza con Iannone facendo il vuoto intorno a Rossi. Doveva restare solo, davanti allo sguardo di tutti. Compresi alcuni volontari del festival: giovani, spaventati dal blitz, scioccati. Le botte, i primi soccorsi, la corsa in ambulanza verso l’ospedale.    “È dalla storia di Firenze che avevano deciso di farmela pagare” spiega Rossi. Lo scorso dicembre un simpatizzante di Casa-Pound sparò a due senegalesi che vendevano per strada la loro mercanzia: un colpo per uno, morti entrambi. Infine il suicidio, con la stessa rivoltella. Pochi giorni fa, nel comunicare l’apertura della nuova sede cittadina (grande il triplo dell’altra), un comunicato di CasaPound recitava così: “Grazie alla città di Firenze che, al contrario della visione stereotipata propagandata da qualche rottame della storia o da qualche lacché del sistema in cerca di carriera (sia essa politica o giornalistica), si è dimostrata ben disposta verso la riapertura de Il Bargello”. Il lacché Rossi? “Ho affrontato apertamente la questione perché è importante capire cosa c’è dietro gli estremismi – risponde lui –. Ne abbiamo parlato anche l’altra sera con il magistrato Giancarlo De Cataldo e lo scrittore svedese Gellert Tamas: i flussi della violenza in Europa sono un fenomeno da tenere sotto controllo. Specie ora che la crisi morde e tanta gente ha paura del futuro”.
Ma quelli di CasaPound non hanno gradito l’analisi. E, dopo lunga attesa, la lezione è scattata. “Quante storie per uno schiaffo-ne futurista – ha scritto Iannone sulla sua pagina facebook –. Da Filippo Rossi, che si ispira a coloro che volevano esaltare “l’insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo e il pugno”, non ce lo saremmo aspettato. Uno schiaffone come quello di Umberto Boccioni ad Ardengo Soffici, che il direttore de Il Futurista dovrebbe conoscere bene”.
INSOMMA il pestaggio come operazione colta, che mira alle radici nobili della Destra italiana. E in rete non mancano i commenti del tipo: in fondo gli sta bene a Rossi, anche lui era un fascista e chissà quante ne ha date in giro. “Devo deluderli, questo è il primo pugno che prendo per motivi politici – spiega l’interessato –. Né ho mai menato nessuno, ma non voglio fare il bacchettone. Magari da ragazzi può anche succedere di fare una scemenza, una scazzottata. Però picchiare in gruppo, prendere i bastoni e andare a massacrare qualcuno, è assolutamente inaccettabile. Gesti che denotano tutta la disperazione in cui il movimento sprofonda – continua Rossi –. Non sono mai stato un loro amico, mi è capitato di andare lì a dibattere o presentare libri: mai mi sarei aspettato di doverli denunciare”.    Intanto Caffeina prosegue. Gli incontri, i concerti, il buon vino. Però un non detto c’è: adesso che Berlusconi torna in campo, e certo Fini non gli sarà accanto, e gli ex An sono dispersi in gruppi e sottogruppi, i riferimenti per chi si dice di destra risultano evanescenti. Qualcuno potrebbe approfittarne, coagulando le frange più estreme. “Lo scenario è complesso, a maggior ragione bisogna stimolare la mente anziché usare le mani – sorride Rossi –. Certo è singolare che ormai noi di Fli siamo diventati traditori per tutti: per chi tifa Berlusconi, per chi stava con noi e s’è convertito al Pdl, per chi rivendica la paternità esclusiva dei valori più puri. Vogliamo solo ripensare l’Italia: esercizio arduo, mi pare”. Ieri la Procura di Viterbo ha aperto un’inchiesta sul pestaggio. L’accusa contro Iannone e un secondo picchiatore identificato sarebbe di lesioni personali aggravate. Filippo Rossi sospira: “Sono persone fuori dalla storia, ormai. La loro arroganza nel cercare il conflitto, nel fare i gradassi di fronte alla legge, evidenzia un distacco dalla realtà sempre più pericoloso”.
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