Umberto è intoccabile. “Cacciamo il Trota”

  Pulizia, pulizia e pulizia senza guardare in faccia a nessuno!!! Rivoglio la Lega che conosco, quella dei militanti onesti che si fanno un culo così senza chiedere nulla in cambio, se non la soddisfazione di essere leghisti. Tutti a Bergamo martedì per la grande serata dell’orgoglio leghi-sta. Un abbraccio a tutti i barbari sognanti, passate una Pasqua serena”. Il messaggio più vero Roberto Maroni lo affida a Facebook. Dove non a caso si riferisce a quegli stessi “barbari sognanti” che ufficialmente ha sciolto. Tant’è vero che la sua richiesta di “pulizia” si traduce in un attacco esplicito del segretario del Carroccio di Brescia, Fabio Rolfi nei confronti di Renzo Bossi. Del quale vuole l’espulsione dal Carroccio assieme a quella dell’assessore regionale allo Sport Monica Rizzi. “È una decisione che spetta agli organismi superiori – spiega Rolfi –, ma io proporrò al direttivo (fissato per il 16 aprile, ndr) di chiedere l’espulsione dal movimento di tutte quelle persone che sono state coinvolte in questa vicenda”. Ancor prima che emergessero fatti come i soldi pagati per le lauree false o la passione per le macchine, la candidatura del Trota a Brescia a molti militanti proprio non era andata giù. Renzo Bossi oggi è diventato un po’ il simbolo di quella “Lega ladrona” che ai militanti proprio non va giù. E anche quello che deve pagare le sue colpe e quelle che al padre non si possono chiedere: in nome del bene della Lega nessuno (tranne Gentilini, il sindaco di Treviso che ha detto “non piango Bossi”) si scaglia contro il Senatur. E così il Trota è uno dei primi a rischiare un’epurazione, assieme a Rosi Mauro. La Rizzi si difende attaccando su Facebook Rolfi: tua moglie Silvia Ranieri ha avuto consulenze in Regione, dunque inizia a fare pulizia da casa tua, il messaggio. La guerra e le espulsioni sono già partite, dunque. Le sezioni della provincia di Varese hanno chiesto la testa del segretario provinciale, Maurilio Canton, colpevole di essersi schierato contro Bobo, partecipando alla contestazione organizzata venerdì dai bossiani in via Bellerio.    Intanto, nemmeno lo scandalo nel Carroccio fermerà la prossima rata del rimborso elettorale per le politiche del 2008: il 31 luglio i partiti metteranno le mani sulla penultima delle cinque tranche dei 500 milioni di euro complessivi. Circa 100 milioni da spartirsi.

MENTRE DETTA LA LINEA dura, Maroni però sta ben attento a proporsi come l’uomo dell’unità, a garanzia del partito. Ieri in un’intervista alla Padania in cui parlava di una “Lega potentissima” ed esortava ad andare avanti, “voltando pagina” e lasciandosi alle spalle “le divisioni” ha veicolato di nuovo il messaggio che è il caso di evitare una spaccatura vera e propria. Tra l’altro lasciando anche intendere che iI movimento tornerà al “progetto” originario. Di nuovo con Berlusconi? Non piacerebbe a chi, come Daniele Marantelli (Pd) spera con Bobo in una svolta a sinistra. Intanto, i suoi parlano per lui: “Penso che in una famiglia una persona che fa politica basti e avanzi e che la candidatura di Renzo abbia danneggiato per primo lui stesso”, dichiara Luca Zaia in un’intervista a Repubblica. Ed espulsioni sono anche quelle che chiede Matteo Salvini in un’intervista alla Stampa: “La base ci chiede di punire con estremo rigore chi ha le responsabilità”. Ancora i maroniani stanno organizzando per martedì sera a Bergamo una grande kermesse dedicata all’orgoglio padano. Ma non è chiaro se Bossi parteciperà.

Ieri il Senatùr, come tutti i sabati “caldi”, ha passato la giornata in via Bellerio. In processione da lui tra gli altri sono andati Speroni, Calderoli e Castelli. “Io adesso devo stare lontano, non posso fare altro , devo stare un passo indietro, hanno tirato dentro i miei figli in questa cosa tremenda…”, ha detto. Perché l’”unica cosa che posso fare adesso è cercare di tenere unito tutto, tenere unita la Lega, evitare scontri tra i dirigenti. Li aiuto un pò… faccio quello che posso”. Dopo le dimissioni tra le lacrime, il mezzo dietrofront dell’altroieri (“La Lega è Bossi e Bossi è la Lega”) questa sembra la posizione che più di tutte va bene a chi gli sta intorno e soprattutto a Maroni che così può aspettare tranquillo che il cadavere del suo nemico passi del tutto.

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One Comment to “Umberto è intoccabile. “Cacciamo il Trota””

  1. che la lega fosse un partito a carattere padronale era noto… quel che disorientava era la tanta veemenza con cui molti aderenti alla Lega difendevano Bossi e quelli del cerchio magico…. e la inusuale arroganza nei confronti di Saviano che li invitava a riflettere … ora la Lega si scioglierà come neve al sole…come fu la DC e il PSI di un recente passato… e stavolta nessuno potrà parlare di giustizia ad orologeria perchè son almeno 2 anni che la Lega -Bossi e il suo cerchio magico- sfuggiva a confronti sui temi che oggi la condannano inesorabilmente…

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