Lettieri, l’imprenditore che piace alla P3

È il 26 dicembre 2009 quando Nicola Cosentino dice al telefono: “Stiamo puntando tutto su (…) Lettieri”. Si riferisce a Gianni Lettieri, oggi candidato sindaco di Napoli, all’epoca papabile candidato alle elezioni regionali. E ne sta parlando con Pasqualino Lombardi, giudice tributario, accusato di appartenere alla “P3”.    Lettieri fu scelto dalla “P3” in contrasto alla nomina di Stefano Caldoro sul quale, invece, si costruivano dossier infamanti. Lettieri risulta estraneo alla “P3” e ai dossier contro Caldoro. Quelle intercettazioni però restano un biglietto da visita: la “P3” puntava su di lui. E non solo la “P3”. Tra i suoi sponsor – sempre stando alle intercettazioni – comparivano Marcello Dell’Utri (condannato a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa) che incontra a Palazzo Pecci Blunt, la residenza romana di Denis Verdini, il 26 novembre 2009. La stessa casa dove la “P3”, appena due mesi prima, secondo l’accusa, organizzava le strategia per intervenire sulla Corte costituzionale per il lodo Alfano. Tra i suoi sponsor, come abbiamo visto, c’è Cosentino (sottosegretario di governo, sul quale pende una richiesta d’arresto per il suo rapporto con il clan camorristico dei Casalesi). C’è anche questo, nel biglietto da visita di Lettieri, sul cui sfondo pesa parecchio la stima di Gianni Letta.

È UNA FIGURA complessa, quella di Lettieri, indagato per concorso in falso e truffa dalla Procura di Salerno con il sindaco Vincenzo De Luca (Pd). L’inchiesta riguarda la realizzazione d’un centro commerciale polifunzionale e il trasferimento d’un ramo d’azienda. Secondo le accuse, Lettieri avrebbe goduto – grazie alla delocalizzazione – di un “ingiusto profitto”. La delocalizzazione fu sostenuta da De Luca. Lo stesso De Luca che si candiderà alla Regione per il centrosinistra e al quale, Lettieri, strizzerà l’occhio. Quando capisce che non può più aspirare a diventare governatore. Negli atti della P3 si legge che “Arcangelo definisce il gruppo di Caldoro una banda di mariuoli e non li voterà. (…). Dice che farà un pensiero su De Luca. Lettieri gli dice che effettuerà la presentazione di De Luca e provvederà a presentarglielo e così parleranno dieci minuti in disparte”. Era il 12 febbraio 2010, ma già nel 2006, quando De Luca è a caccia d’un terzo mandato, dopo aver guidato Salerno dal 1993 al 2001. Lettieri gli offre una mano. I Ds negano a De Luca il simbolo, per i presunti reati commessi durante le precedenti amministrazioni, ma arriva comunque al ballottaggio, contro il candidato ufficiale del centrosinistra, Alfonso Andria. La Casa delle libertà è fuori gioco e Cosentino invita a votare De Luca. Il cronista Gianni Colucci, in un articolo di 13 mesi fa su Il Mattino, scrisse che fu Lettieri a mediare questo anomalo accordo: spalancò le porte della sua azienda, la Mcm, per ospitare l’incontro tra Cosentino e De Luca, al quale era presente.    Lettieri si muove in maniera trasversale, ruotando sul perno degli affari, dell’imprenditoria, del suo ruolo di capo dell’Unione degli industriali di Napoli. Eppure l’ex leader di Confindustria Antonio D’Amato dichiara a La Repubblica: “Lettieri non è capace, né idoneo a concorrere alla sindacatura di Napoli”. Nemici tra gli industriali e tra i lavoratori, nonostante, sul suo stesso profilo Facebook, Lettieri vanti il curriculum del grande imprenditore: “Presidente e amministratore delegato di Atitech, è presidente della MCM Holding SpA, cui fanno capo otto società controllate o collegate che occupano complessivamente circa 800 addetti”.

I LAVORATORI della “Cdi Surl”, pochi giorni fa, gli hanno scritto per ricordargli che dal 5 maggio rischiano di diventare disoccupati. E in tanti gli ricordano che molti dei suoi dipendenti, sin dagli anni Novanta, vivono grazie alla Cassa integrazione. È lo stesso Cosentino, nel dicembre 2009, a lanciare sospetti sulla sua capacità imprenditoriale. Negli atti della “P3” compare un articolo di Caserta c’è del 20 dicembre 2009. Si parla di un comizio di Cosentino: “Solo una battuta maliziosetta, che potrebbe serbare una stoccata a Lettieri”, scrive il cronista. Ed ecco la battuta riservata a Lettieri: “Faremo un mix tra politica e società civile, ma non di quella società civile che si è ingrassata con i soldi della Regione e con i soldi pubblici”. È una stroncatura alla candidatura di Lettieri per la Regione. “Già in passato – conclude il cronista Gianluigi Guarino – Cosentino aveva evidenziato le operazioni messe in campo dal Lettieri imprenditore grazie alle provviste pubbliche ricevute da Bassolino o dal sindaco di Salerno”.    Cosentino cambierà idea sulla candidatura, ma questo pensava di Lettieri che nel frattempo fa il salto in Borsa, con la sua finanziaria “Meridie” nella quale, scrive l’Espresso, compare anche un fiduciario della ‘ndrangheta e, come socio, l’ex ad di Unipol Giovanni Consorte, indagato a Milano per la scalata alla a Bnl. Per Meridie la situazione non è florida, ma Lettieri incassa la fiducia di Letta e Finmeccanica, che sostengono la sua Atitech, società di manutenzione aeroportuale. Società che valgono decine di milioni di euro. Ora vuole la poltrona di primo cittadino. E non si può dimenticare la sua telefonata con Martino, il 28 gennaio 2010, quando la Cassazione stronca ogni possibilità di candidatura di Cosentino. “Quella cosa di Nicola – dice Martino – non è andata bene, lo sai? Per cui (…) diventa più o meno unilaterale l’investitura su di te (…)”. “Sì, ma se si toglie questo di mezzo…”, risponde Lettieri, riferendosi a Caldoro.

di Vincenzo Iurillo e Antonio Massar, IFQ

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