Turismo, la ricetta della Brambilla: più buche da golf e casinò ai ricchi

Brambilla sì, Brambilla no. Anzi ni. Dopo la vittoria elettorale nell’aprile del 2008, il nome della rossa di Calolziocorte appare e scompare dal totoministri diverse volte. Sottosegretario, ministro della Sanità, infine viceministro. “L’incarico mi soddisfa pienamente”, dichiara alle agenzie il 7 maggio 2008. Il presidente del Consiglio conferma: “Sanità per la Brambilla? Sì”. E invece no, le tocca un posto da sottosegretario con delega al Turismo. Colpa del fuoco incrociato dentro alla maggioranza. Dice di lei Calderoli: “E’ rossa come una Ferrari, ma è una 500 taroccata”. Ce la farà, ma ci vorranno ancora mesi perché Berlusconi faccia di lei un ministro, nel maggio 2009.

DELL’EVENTO darà una spiegazione originale Vittorio Sgarbi: “Berlusconi è un umorista e lo fa apposta a candidare quelli che non c’entrano niente, pensando ‘gli metto lì una figura impossibile e vedrai che gli elettori digeriscono anche questa’”. Il premier invece lo spiega così: “Un ministro molto efficace, un cane da polpaccio che quando ti agguanta non ti molla più fino a quando non ottiene la risposta che cerca da te”. Forse, però, la benedizione che vale di più è quella di Bernabò Bocca, amico di vecchia data, marito di Chiara Geronzi figlia di Cesare, numero   uno di Federalberghi e Confturismo, figlio di Ernesto, fondatore dei Sina Hotel che fatturano circa un miliardo di euro. La strategia del ministro Brambilla è ampia e articolata, eterogenea e rumorosa, ma ha un’attenzione ossessiva per gli alberghi di lusso. Annuncia un disegno di legge per incentivare la costruzione di campi di golf in strutture ricettive collegate, proprio qui in Italia dove 100 mila praticanti su 60 milioni di abitanti possono scegliere – pagando, nei circoli – tra 378 green. Protestano ambientalisti e leghisti. Il senatore Massimo Garavaglia è realista: “Inopportuno. Proprio ora che ci sono tante aziende costrette a mettere in cassa integrazione   operai che mai andranno a giocare a golf”. Ma la rossa presenta il progetto nel Consiglio dei ministri e trova l’approvazione in pochi minuti. Il governo che piange il portafoglio vuoto, scova   chissà dove sgravi fiscali per chi costruisce campi da golf. Attenzione: tassative le 18 buche. Per il resto, che siano piantate ovunque: senza rispetto di aree protette o riserve naturali. C’è scritto nel disegno di legge (art. 4, comma b): “Gli impianti golfisti possono essere realizzati nell’ambito delle aree naturali protette, previo nulla osta dell’ente parco nazionale e dell’ente gestore delle aree marine pro-tette”. Ora l’albergo a 5 stelle sarà circondato da 18 buche così care alla Brambilla. Basta “per trasformare il turismo da Cenerentola a principessa” (ipse dixit a Cernobbio)? No, è ancora poco, la nostra immagina alberghi con golf di pomeriggio e casinò di sera. Gioco d’azzardo soltanto negli   alberghi di lusso perché, secondo il ministro, Spagna, Germania e Francia vincono sui prezzi alti.

IL CASINÒ resta un’idea, ma la Brambilla – più del collega Calderoli – riesce a semplificare le pratiche burocratiche, guarda caso, proprio per i proprietari di alberghi. Il ministro che litiga con le agenzie di viaggio sulle vacanze all’estero, in compenso gira il mondo (per lavoro): Montenegro, Russia, Dubai, Germania. E poi l’Italia, le sette chiese televisive e quelle vere: “Dobbiamo puntare sul turismo religioso”, dice con perfetto cinismo imprenditoriale, ricordando al contempo le radici cristiane e il loro valore più terreno: 3   miliardi di euro/anno. E sembra richiamare ben altre tradizioni quando a Lecco, nel giugno 2009, saluta i Carabinieri in passerella per la loro festa con braccio teso, dita a punta, sguardo fisso in un saluto romano. Ma smentirà: “Non è vero. Mai avuto simpatia per il fascismo”. Spesso però il ministro torna movimentista, infila sotto le scarpe di Berlusconi il predellino bis: i promotori della libertà, nati a febbraio 2010, un movimento nel partito, un megafono su Internet per lanciare messaggi del presidente del Consiglio. E d’estate viene consacrata dal settimanale Chi: il ministro trascorre le vacanze in missione spagnola e francese per studiare il   modello turistico dei vincenti. E ci va con 2 dei suoi 15 cani: “Fanno a rotazione”. Del resto, nel luglio 2009 per amore degli animali Brambilla ha fatto programmare il portale Turisti a 4 zampe, dedicato   a chi viaggia con animali domestici al seguito. E dopo il nuovo logo “Italia” a novembre dello stesso anno parte il programma “Magica Italia”, mentre lo spot omonimo, con la voce del premier, viene presentato a luglio di quest’anno, diventando il cult delle parodie in Rete.

SEMPRE a luglio 2009 parte invece la rinascita, meglio sarebbe dire la resurrezione, del portale  italia.it  . Costato 45milioni di euro e una figuraccia al suo predecessore Rutelli – “biutiful maunteins, biutiful cauntrisaid“ diceva nello spot – tanto che finì per chiuderlo, nelle intenzioni del ministro “non servirà solo a far conoscere l’immagine dell’Italia, ma dovrà anche essere possibile prenotare biglietti, hotel, teatri e quant’altro”. Costo complessivo previsto per arrivare all’opera definitiva: 5 milioni di euro. E qualche protesta: alcuni dei musei inizialmente segnalati sono chiusi da anni, altri sono inagibili, Reggio Calabria diventa capoluogo di regione contro   Catanzaro, capovolgendo la storia patria. Lo strafalcione su Latina, poi, pare essere così grossolano che il presidente dell’associazione provinciale per il Turismo si rifiuta di comunicarlo ai media. La versione definitiva del sito, annunciata per l’autunno del 2009 e rilanciata ad aprile 2010, ancora non si è vista. Il bando per la gestione dei contenuti, del resto, è stato affidato solo un mese fa.

di Fabio Amato e Carlo Tecce – IFQ

Il ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla (FOTO ANSA)

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Un Commento to “Turismo, la ricetta della Brambilla: più buche da golf e casinò ai ricchi”

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