L’occupazione giovanile nel mondo tra discriminazioni e recessione.

Nel Paese di Barack Obama, la grande depressione dei neri

Il 24enne Delonta Briggs trascorre gran parte del tempo confinato nell’appartamento della madre, che si trova nella zona sud-ovest di Washington, con la tv che trasmette ininterrottamente soap operas. Delonta Briggs è un giovane nero, quindi fa parte del gruppo più duramente  colpito dalla disoccupazione.

Negli Usa la disoccupazione tra gli afroamericani di sesso maschile e di età compresa tra i 16 e i 24 anni ha toccato livello da Grande Depressione (il 34,5 nel mese di ottobre, tre volte il dato della popolazione generale). Così la vita lavorativa di Del onta è costellata di lavoretti precari. Un anno fa ha perso il lavoro in un’impresa di traslochi e da allora non trova occupazione.

In questo periodo di crisi la più significativa emorragia di posti di lavoro si è avuta nei settori dell’edilizia, dell’industria manifatturiera e della vendita al dettaglio. E nei momenti di difficoltà economia i lavoratori che hanno l’età di Briggs sono gli ultimi a essere assunti e primi a essere licenziati proprio in quanto i datori di lavoro, assillati dai costi, abbandonano i programmi di apprendistato e tirocinio che per generazioni hanno consentito ai giovani di entrare nel mondo del lavoro. Per i giovani neri la situazione è ancora peggiore. Secondo il Center for Labor Market Stuidies della Northeastern University, gli adolescenti bianchi provenienti da famiglie a basso reddito hanno addirittura maggiori probabilità di trovare lavoro degli adolescenti neri provenienti da famiglie ad alto reddito. Persino tra i neri che hanno frequentato il college il tasso di disoccupazione è doppio rispetto ai loro coetanei.

Tra le giovani nere il tasso di disoccupazione è del 26,5% rispetto al 15,4% di tutte le giovani donne di età compresa tra i 16 e i 24 anni. L’amministrazione Obama si trova su una fune sospesa sul vuoto nel tentativo funambolico di conciliare il desiderio di investire miliardi di dollari per creare posti di lavoro con la necessità di non aggravare il debito pubblico che ha toccato i  1.400 miliardi di dollari.

“L’esplosione dell’economia sommersa, le attività criminali, la crescente povertà, il fenomeno dei senzatetto e delle adolescenti in stato di gravidanza sono le cose che più temo se la disoccupazione si manterrà a questi livelli per molti anni”, dice Algernon Austin, sociologo e direttore del programma “razza ed etnie” presso l’Economic Policy Institute che studia le problematiche dei lavoratori dipendenti a medio e basso reddito.

“Pensavo che al termine del tirocinio avrei lavorato. Ho avuto solo tre lavoretti tramite il sindacato e uno solo è durato più di una settimana”, dice Briggs, seduto nella minuscola salda da pranzo dell’appartamento materno. “Vogliono costringerti a trovare altri modi di fare qualche dollaro…È per la mancanza di lavoro che tanta gente si mette nei guai e fa cose che non dovrebbero fare”. “Datemi l’opportunità di dimostrare che sono in grado di lavorare. Datemi solo l’opportunità”, aggiunge Briggs che è in libertà condizionale per possesso di droga. “Non voglio abbattermi. Ma il mio problema è che non ho pazienza”.

Il terremoto economico ha colpito tutti i gruppi etnici e razziali, i ceti economici, i gruppo di età, gli operai e gli impiegati. Ma a subire il prezzo più pesante sono stati i  giovani tra i 16 e i 24 anni, tra i quali il tasso di disoccupazione è del 19,1%, circa 9 punti in più del tasso generale.

In ottobre il loro tasso di occupazione era del 44,9%, il più basso degli ultimi 61 anni stando al Bureau of Labor Statistics. Secondo il Center for Labor Market Studies, il tasso di occupazione dei giovani 20ennei e 30enni è il più basso dalla Grande Depressione.

Quella attuale potrebbe essere  la prima generazione non in grado di mantenere il livello di vita dei genitori. Molte sono le probabilità che gli adolescenti disoccupati diventino ventenni disoccupati.

Lisa B. Kahn, professoressa di economica all’università di Yale è giunta alla conclusione che i giovani che entrano nel mondo del lavoro in un periodo di recessione iniziano con uno stipendio più basso e non recuperano il terreno perduto per almeno un decennio: “Il primo lavoro serve per accumulare la capacità ed esperienza. Chi si laurea in un periodo di recessione economica non ha queste possibilità”.

Studi sul modo in cui i datori di lavoro valutano le domande dei bianchi e dei neri inducono a ritenere che anche la discriminazione svolge un ruolo significativo. “I neri hanno, a parità di qualificazioni professionali, meno probabilità dei bianchi di essere richiamati o di ricevere una offerta di lavoro”, dice Devah Pager, professoressa di sociologia alla Princeton University.

 

di V.Dion Haynes

© Washington Post

Distribuzione Adnkronos

Traduzione di Carlo Antonio Biscotto
Vola a 5 milioni la disoccupazione giovanile, in crescita anche in Italia
Nell’UE a 27 (**) il tasso di disoccupazione dei giovani nella fascia d’età tra i 15 e i 24 anni aumenta in tutti i suoi Stati più velocemente del tasso totale di disoccupazione e nel primo trimestre 2009 ha toccato la soglia dei 5 milioni, 456mila nella sola Italia. È quanto emerge dai dati diffusi oggi da Eurostat, l’ufficio statistica della UE, ricavati da un rapporto focalizzato sull’impatto che la crisi economica internazionale ha avuto sulla disoccupazione nell’Unione Europea (Sharp increase in unemployment in the EU – Issue number 53/2009 Author: Remko HIJMAN) e nel quale si sottolinea, tra l’altro, che nel maggio 2009 il tasso complessivo di disoccupazione ha fatto registrare per i 27 stati il punto massimo dal giugno 2005.

“Le taux de chômage des jeunes était compris entre 6,0% aux Pays-Bas et 33,6% en Espagne, alors que le taux de chômage total variait entre 2,9% aux Pays-Bas et 16,5% en Espagne”, si legge in una delle note di sintesi dell’ufficio stampa Eurostat: “i differenziali più marcati si osservano in Italia (con un tasso di disoccupazione dei giovani del 24,9% e un tasso di disoccupazione totale del 7,4%), in Spagna (33,6% contro il 16,5%) e in Svezia (24,2% contro il 7,7%), mentre gli scarti minori si riscontrano in Germania (10,5% contro il 7,4%), nei Paesi Bassi (6,0% contro il 2,9%) e in Danimarca (8,9% contro il 4,7%)”.

In Italia si è passati da 390mila giovani disoccupati nel I trimestre 2008 (23,7% femmine e 18,1% maschi; tasso disoccupazione media tra i giovani: 20,4%) a 456mila registrati dal rapporto per il I trimestre 2009 (29,0% femmine e 22,0% maschi; tasso medio 24,9%). Uno dei dati peggiori tra tutti i 27 membri della UE quello italiano, visto in termini percentuali; il quadro comparativo tra i maggiori stati dell’Unione Europea si inverte invece guardando al numero dei giovani disoccupati: Gran Bretagna 851.000 (20,3% sul tasso totale disoccupazione), Spagna 789.000 (33,6%), Francia 693.000 (22,3%) e Germania 552.000 (10,5%).

In generale nei 27 stati il trend negativo ha penalizzato soprattutto le giovani, tra le quali il tasso di disoccupazione – nel confronto con il I trimestre del 2008 – è cresciuto maggiormente rispetto a quello maschile.

** UE27: Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Germania, Estonia, Irlanda, Grecia, Spagna, Francia, Italia, Cipro, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Ungheria, Malta, Paesi Bassi, Austria, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Slovacchia, Finlandia, Svezia, Regno Unito.

effepi70.wordpress.com

Five million young people unemployed in the EU27

After three years of decline, the EU unemployment rate started to rise in the first quarter of 2008 in the wake of the economic crisis. Since then the unemployment rate, especially for young people, has increased sharply in the EU.

In the first quarter of 2009, the seasonally adjusted unemployment rate in the EU27 for those aged 15-24 was 18.3%, significantly higher than the total unemployment rate of 8.2%. In the EU27, 5.0 million young people were unemployed. In the euro area (EA16), the youth unemployment rate was 18.4% and the total unemployment rate was 8.8%. In the euro area, 3.1 million young people were unemployed.

 

Youth unemployment rate rising faster than total unemployment rate

Between the first quarter of 2008 and the first quarter of 2009, the youth unemployment rate in the EU27 rose by 3.7 percentage points, while the total unemployment rate increased by 1.5 percentage points. The youth unemployment rate increased in all Member States except Bulgaria, where it fell from 13.9% in the first quarter of 2008 to 13.5% in the first quarter of 2009. The largest rises in the youth unemployment rate were registered in Latvia (from 11.0% to 28.2%), Estonia (from 7.6% to 24.1%) and Lithuania (from 9.5% to 23.6%), and the smallest rises were found in Germany (from 10.2% to 10.5%) and Poland (from 17.8% to 18.2%).

These data1, published by Eurostat, the Statistical Office of the European Communities, come from a publication2 issued today on the impact of the economic crisis on EU unemployment.

 

Youth unemployment rate higher than total rate in all Member States

All Member States recorded a higher youth unemployment rate than total unemployment rate in the first quarter of 2009. Youth unemployment rates ranged from 6.0% in the Netherlands to 33.6% in Spain, while total unemployment rates varied from 2.9% in the Netherlands to 16.5% in Spain. The largest differences were found in Italy (24.9% for the youth unemployment rate and 7.4% for the total unemployment rate), Spain (33.6% and 16.5%) and Sweden (24.2% and 7.7%), while the smallest differences were registered in Germany (10.5% and 7.4%), the Netherlands (6.0% and 2.9%) and Denmark (8.9% and 4.7%).

Young men affected more by rising unemployment than young women

The unemployment rates for young men and women were virtually equal in the EU27 in the first quarter of 2008 (14.7% for young women compared with 14.6% for young men). But in the first quarter of 2009, the unemployment rate had risen to 19.1% for young men compared with 17.4% for young women. Hence, in the EU27 as a whole, and in most Member States, the rise in unemployment has affected young men more than young women. In the first quarter of 2009, the unemployment rate for young men was higher than that for young women in 16 out of 27 Member States. In the first quarter of 2008, this was the case in 11 Member States.

dati Eurostat

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